14 giugno 2011

Garibaldi a Fumetti - di Tuono Pettinati

Garibaldi - Resoconto veritiero delle sue valorose imprese. Ad uso delle giovini menti è la Storia moderna che tutti avremmo voluto studiare a scuola: un libro ironico e folgorante, comico e surreale, che racconta la vita dell’Eroe dei Due Mondi facendo il verso all’enfasi della lett eratura patriotti ca di un tempo. Un Garibaldi irresisti bile nella sua semplicità (o semplicioneria?), tanto portato allo slancio eroico quanto negato per il commercio e le trame politi che, immortalato nei momenti più importanti – e discussi – della sua e della nostra Storia: la gioventù e la fuga in Sudamerica, l’innamoramento per gli ideali libertari (e per Anita), l’incontro con i futuri “padri della patria”, la Spedizione dei Mille, e infine l’isolamento e l’amara vecchiaia, qui però addolcita da un epilogo di pura invenzione... una spassosa resa dei conti con Cavour e Pio IX.

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Non più Mille - Lo sbarco di Garibaldi a Marsala

11 Maggio 1860, Giuseppe Garibaldi alla guida di mille volontari sbarcò a Marsala, estrema punta della Sicilia Occidentale, per dare inizio al processo che portò, nel giro di un anno, alla proclamazione dell’Unità d’Italia. Da quella data a Marsala va avanti un tormentone lungo un secolo e mezzo: come, quando, in che modo, con quali soldi realizzare un degno monumento per ricordare quell’epica impresa. Questa inchiesta racconta tutti i tentativi andati a vuoto, le bugie, i soldi spariti, gli scandali e le omissioni in una piccola vicenda di cronaca locale (la mancata realizzazione di un monumento) che è straordinaria metafora del nostro Paese e della sua incapacità a celebrare gli eroi: una non – storia della storia d’Italia.

lo sbarco dei Mille visto da un contemporaneo

lo-sbarco-dei-MILLE.jpgEcco come racconta lo sbarco dei Mille a Marsala, nella sua Storia Guida del 1902, il Cav. Antonino Alagna Spanò:

Una scena mirabile nell’ora della siesta

“Era una giornata splendida di primavera, bella come spesso accade in questo limpido orizzonte, che baciato da due mari, con tiepido calore ristora e sollieva.
Secondo i costumi di allora, era l’ora della siesta, in cui quasi tutti i cittadini trovavansi al riposo. Le strade quasi deserte, la città tranquilla, furon pochi fortunati che poterono ammirare il memorando avvenimento. E dovette essere una gratissima sorpresa ed una scena mirabile, per quei fortunati, molto più che essa miracolosamente si svolse in pochissimo tempo. […]
D’un subito, in fondo al mare del Boeo, apparvero i due vaporetti della spedizione, che scanzata la crociera, come saette, corsero il breve tratto di mare e pervennero nel porto: uno, il Piemonte, restò alla bocca del molo e l’altro, il Lombardo, incagliò nelle secche, tra la scogliera e lo stabilimento enologico Woodhouse.
Subito apparvero brulicanti sulla tolda i valorosi argonauti dalle camicie rosse, con grido Viva l’Italia, Viva Vittorio Emanuele. […]
Coll’aiuto dei cittadini, vengono a terra e trionfanti entrano in città esultanti e commossi. E subito il bombardamento dei Borbonici alla città, la repressione del telegrafo, il presidio alle porte della città, la riunione del decurionato che dichiarò decaduti i Borboni ed invitò Garibaldi ad assumere la dittatura:
mentre a tutti si provvedeva l’occorrente e per l’alloggiamento in private famiglie, destinando al Generale, la casa nel Cassere appartenente al Conte Sarzana Fici. E l’indomani all’alba, il popolo tutto accorse a vedere quella schiera di eroi, colle camicie rosse, colla provvista di pane nelle baionette, coi carri di trasporto e munizioni, in colonna serrata partire alla volta di Salemi.
Ed il Generale mosse con la cavalla donatagli dal Signor Sebastiano Giacalone, alla quale impose il nome Marsala, che fu sempre con lui, sino al suo ritiro a Caprera.
Rifocillatisi i volontari nella contrada Buttagana, a 15 chilometri da Marsala, nella casa di proprietà di Alagna Antonino massaro, ebbero gratuito il vino e quanto si trovò di formaggio ed altro”.
 

10:29 Scritto da: sessanta69 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

La Conquista - L'Unità d'Italia nel Periodo della Borghesia

La restaurazione - Personaggi, fatti e avvenimenti dell'Italia prima dell'Unità dal 1815 al 1870

10:12 Scritto da: sessanta69 in Cultura, Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: geribaldi, mazzini, risorgimento | OKNOtizie |  Facebook

13 giugno 2011

Storia d'Italia parte 2 - L'Età Giolittiana e la Prima Guerra Mondiale (1903-1918)

Questa seconda puntata, dedicata al periodo di tempo compreso tra l'età giolittiana e la prima guerra mondiale (1903-1918), affronta i seguenti temi: la crisi del giolittismo; dall'eredità di Adua all'interventismo; l'Italia in guerra dall'intervento a Caporetto; l'Italia in guerra dal Piave a Vittorio Veneto.

22:52 Scritto da: sessanta69 in Storia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Storia d'Italia parte 1 - Dall'Unita' d'Italia a Giolitti (1861-1913)

Questo documento fa parte della prima opera in DVD interamente dedicata alla "Storia d'Italia dall'Unità al 2000". L'opera si ariticola in 10 puntate, con oltre 30 ore di filmati originali provenienti dagli archivi dell'Istituto Luce, 200 schede biografiche, contributi monografici, timeline cronologiche navigabili, fotografie ed illustrazioni d'epoca. Questa prima puntata, dedicata al periodo di tempo compreso tra l'unificazione dell'Italia e l'età giolittiana (1861-1913), affronta i seguenti temi: il decollo industriale e le trasformazioni sociali; la questione dell'identità nazionale; la scuola della nuova Italia; il nuovo corso liberale di Giolitti tra cattolicesimo e socialismo. 1.Dall'unità d'Italia al nuovo secolo. 2.Il decollo industriale e le trasformazioni sociali. 3.Il problema dell'identità nazionale. 4.La Belle Epoque. 5.La scuola e la letteratura della nuova Italia. 6. Il nuovo corso liberale: Giolitti tra socialisti e cattolici.

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29 marzo 2011

Il Vittoriano, simbolo dell'Unità d'Italia

vittoriano.jpgIl Vittoriano, da non confondere con il Vittoriale, altrimenti detto Altare della Patria, è il simbolo dell'Unità d'Italia.

Vittoriano, denominazione del monumento a Vittorio Emanuele II eretto a Roma, sul fianco del Campidoglio (1885-1911) su disegno di G. Sacconi per celebrare l'unità d'Italia. È costituito da una larga scalinata, che conduce al primo ripiano, dov'è situato l'Altare della Patria con la tomba del Milite Ignoto (la Statua di Roma al di sopra della tomba e i due altorilievi ai lati con i Cortei del lavoro e dell'amor patrio sono di A. Zanelli); sovrasta, al centro, la grande statua equestre, di bronzo dorato, di Vittorio Emanuele II, opera di E. Chiaradia; un ampio porticato, anch'esso ornato di statue e rilievi, corona il complesso, che, nonostante alcuni pregevoli particolari e una certa eleganza decorativa di influenza liberty (pur riassunta in una morfologia sostanzialmente legata al gusto di fine secolo) risulta discordante, per il colore bianco del marmo botticino impiegato nella costruzione e per le sue proporzioni, con gli edifici e monumenti circostanti e con la struttura urbana dell'area in cui è stato inserito con violenza. Per far luogo al monumento furono infatti abbattuti le torri di Paolo IV, il chiostro dell'Aracoeli, numerose case del Medioevo e del Rinascimento e fu spostato e ricostruito il palazzetto Venezia. Vi ha sede l'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, con il Museo centrale del Risorgimento e il relativo archivio storico.

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28 marzo 2011

Gioventù ribelle, La storia del disastroso videogioco promosso dal ministero della Gioventù per i 150 anni dall'unità d'Italia

gioventu_ribelle_PAPA-300x225-thumb-200x150.jpgIl centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia ha fatto da stimolo a centinaia di iniziative in giro per il Paese, volte ad approfittare delle ricorrenza per ricordare adeguatamente pezzi importanti della storia di questo paese. È inevitabile che alcune di queste iniziative siano riuscite peggio delle altre, e questo è probabilmente il caso di quanto accaduto a Gioventù ribelle, di cui si è parlato nei quotidiani della settimana scorsa.

Di cosa parliamo
Già qui non è facile dare una risposta definitiva. Andiamo con ordine: Gioventù ribelle è un videogioco. Il progetto è stato presentato con grande solennità dal ministero della Gioventù, diretto da Giorgia Meloni, alla presenza del Capo dello Stato. Sul sito dell’AIOMI, l’Associazione Italiana Opere Multimediali Interattive, si legge che l’iniziativa “è realizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, in collaborazione con Assoknowledge Produttori Italiani di Videogiochi, Alberghi per la Gioventù e il coinvolgimento di sponsor tecnici come Ferrovie dello Stato, Cinecittà Studio Luce e Rai Trade”. La persona che tiene le redini del progetto si chiama Raoul Carbone, presidente di Assoknowledge (la Confindustria dei videogiochi, diciamo), segretario generale dell’AIOMI e docente dell’Istituto Europeo di Design. Carbone il 16 marzo ha detto che Gioventù ribelle ha l’obiettivo di “dimostrare che un gioco italiano può competere coi grandi titoli internazionali”. L’AIOMI lo ha descritto come “un videogioco 3D di nuova generazione”. Alcuni media -- Studio Aperto, per esempio -- hanno detto che è stato “realizzato dai migliori game designer italiani”.

Continua...

10:18 Scritto da: sessanta69 in tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook