Donne del Risorgimento. Le eroine invisibili dell’unità d’Italia

41iwq29w2JL._SL500_AA240_.jpgDonne del Risorgimento. Le eroine invisibili dell’unità d’Italia – Circa quattro anni di lavoro, una ricerca storica minuziosa, una narrazione affascinante e fuori dagli schermi: “Donne del Risorgimento. Le eroine invisibili dell’unità d’Italia”, della giornalista e scrittrice rivolese Bruna Bertolo racconta gli anni in cui si fece l’Italia da una prospettiva inconsueta. In 430 pagine il libro, già alla prima ristampa, propone la storia vista “dalla parte delle donne” e consente, come spiega nell’introduzione Antonio Saitta, di rompere “uno schema, uno stereotipo pubblicistico, epico immaginativo sulla figura della cosiddetta donna risorgimentale che ha visto definirsi nella visione collettiva sia la donna attiva e battagliera impersonata dalla mitica Anita Garibaldi celebrata nel suo monumento al Gianicolo a cavallo, capelli al vento, pistola in mano, sia la donna madre, figlia, sorella, sposa intenta a tessere il tricolore o nel saluto al soldato in partenza per il fronte”.

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“Questa ricerca invece – prosegue Saitta – parte fin dal titolo, dedicato alle eroine invisibili, a parlare proprio di loro, delle donne che furono a pieno titolo protagoniste del Risorgimento. Bruna Bertolo mette finalmente in piena luce, rammentando e rendendo noto l’apporto non marginale, volutamente ombreggiato per troppi anni dalla pubblicistica delle figure maschili, le donne di ogni parte d’Italia che credettero con acume e passione e, quindi, si adoperarono per realizzare l’opera unitaria condensando anche in questo impegno diretto la loro volontà di far uscire allo scoperto l’intelligenza e la sensibilità femminile”.

Bruna Bertolo porta in scena, con chiaro intento divulgativo, una galleria di personaggi femminili che, in modi diversi, hanno contribuito a scrivere pagine qualche volta importanti, qualche volta più marginali, di quel lungo, faticoso, controverso periodo che portò all’unità d’Italia. Emergono figure straordinarie che hanno saputo adeguare e trasformare il loro tranquillo quotidiano in una lotta a 360 gradi, mettendo in pericolo le loro esistenze e i loro affetti per un futuro che non poteva offrire certezze.

 

Accanto a nomi già più noti, come quelli di Anita Garibaldi e di Cristina di Belgioioso, l’autrice ci presenta il mondo femminile delle umili combattenti, le eroine delle Cinque Giornate di Milano. E le donne che seppero curare i feriti in un’organizzazione ospedaliera spesso affidata quasi esclusivamente al volontariato femminile. Offre uno spazio ampio al ruolo delle giornaliste straniere che raccontarono con i loro articoli le vicende delle lotte risorgimentali, come Margareth Fuller e Jessie White Mario. Penetra nei versi delle poetesse risorgimentali, come la grande improvvisatrice Giannina Milli o l’appassionata torinese Giulia Molino Colombini, per raccontarne il valore nella costruzione di un ideale patriottico sempre più saldo e sicuro. Si inserisce nel mondo dei salotti: in una società come quella ottocentesca che affidava alla donna sostanzialmente i ruoli di moglie e di madre, i salotti rappresentarono una essenziale forma di aggregazione sociale e culturale che cambiò nel corso del secolo, anche in relazione ai fatti storici e alla lenta emancipazione femminile che, complici i salotti, cominciò a fare capolino nei discorsi prima e nelle istituzioni poi.

Molte altre storie, molte altre donne avrebbero potuto far parte della narrazione, “Ma penso – spiega la stessa Bertolo – che questa galleria di volti e di emozioni rappresenti comunque anche una ribalta per loro, ancora una volta nell’ombra, invisibili tessitrici dell’unità d’Italia”.

Donne del Risorgimento. Le eroine invisibili dell’unità d’Italiaultima modifica: 2011-03-12T22:04:35+01:00da sessanta69
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